Presentazione "Incursioni. Arte contemporanea e tradizione" di Salvatore Settis - AICI
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Presentazione “Incursioni. Arte contemporanea e tradizione” di Salvatore Settis

Gen 28 2021

Presentazione “Incursioni. Arte contemporanea e tradizione” di Salvatore Settis

La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna invitano alla presentazione del libro di Salvatore Settis Incursioni. Arte contemporanea e tradizione  (Feltrinelli, 2020) in programma per mercoledì 10 febbraio 2021 alle ore 17.00 sulla piattaforma ZOOM.

 

Saluti istituzionali

Carlo Galli, Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna

Roberto Grandi, Presidente Istituzione Bologna Musei

 

Introduce e modera

Lorenzo Balbi, Direttore artistico MAMbo

 

Dialogano con l’Autore

Tullio Pericoli, artista

Giovanna Targia, Kunsthistorisches Institut di Zurigo

 

Più info

Link per iscriversi  e ricevere il link per accedere alla stanza ZOOM

 

 

 

IL LIBRO

Nel 1937 Duchamp si tagliò la testa. In questa opera senza titolo, di fianco alla testa mozzata dell’artista compare una donna trasognata. Tra le mani ha un metro da sartoria e indossa una veste all’antica, di sacerdotessa o menade. Come si guarda un’opera di Duchamp? Cosa vorrà misurare quel metro? Si può decifrare l’enigma di un montaggio che sfida o addirittura estromette l’osservatore? Cominciano così le incursioni di Salvatore Settis nelle opere di alcuni fra i massimi artisti del nostro tempo. Duchamp, Guttuso, Bergman, Jodice, Pericoli, Bruskin, Penone, Viola, Kentridge e Schutz rappresentano l’onda d’urto dell’arte contemporanea, che travolge regole e abitudini consolidate. Ma la loro opera comporta davvero un rifiuto drastico della tradizione, o la capacità di dimenticarla? “Tra ‘antico’ e contemporaneo,” scrive Settis, “c’è una perpetua tensione, che continuamente si riarticola nel fluire dei linguaggi critici e del gusto, nei meccanismi del mercato, nel funzionamento delle istituzioni. Talora anche in dura polemica con l’arte del passato, ma senza poterla ignorare”. Lo spazio del discorso storico-artistico, la nozione stessa di arte e i contesti necessari alla produzione artistica appartengono a un processo secolare, nel quale pratiche antichissime si disaggregano e si ricompongono continuamente. Ogni artista lo sa e forse lo sa anche il suo pubblico. La citazione, la parodia, la stratificazione della memoria, il ritorno di un gesto sono solo alcune tracce del rapporto che lega i maestri di oggi con il passato. Il coraggio dell’incursione da un artista all’altro, da un’opera all’altra, è il metodo per esplorare connessioni e distanze senza rinunciare alla condizione essenziale della conoscenza: la capacità di sentirsi stranieri in ogni luogo.

 

 

L’AUTORE

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, è presidente del Consiglio scientifico del Louvre. Ha diretto a Los Angeles il Getty Research Institute e a Pisa la Scuola Normale Superiore. È stato presidente del Consiglio superiore dei beni culturali ed è tra i membri fondatori dello European Research Council. Ha scritto di arte antica (Laocoonte. Fama e stile, 1999) e moderna (Artisti e committenti tra Quattro e Cinquecento, 2010) e di politica culturale (Futuro del “classico”, 2004). Tra i suoi ultimi libri, Se Venezia muore (2014) e Cieli d’Europa. Cultura, creatività, uguaglianza (2017).

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