Iniziative per il Centenario della Prima Guerra Mondiale
Promosse da:
Fondazione Museo dell’Industria
e del Lavoro

in collaborazione con
Fondazione Luigi Micheletti
e Università degli Studi di Milano – Bicocca

Premessa

Se la Grande Guerra fu il conflitto più devastante fino allora conosciuto dall’umanità, fu anche perché i mezzi messi allora a disposizione delle forze belligeranti ebbero una potenza mai prima raggiunta. E ciò per il nesso sempre più stretto che nel corso del secolo precedente si era creato fra scienza, tecnica e industria. Negli oltre quattro anni del conflitto gli ambienti tecnico-scientifici furono ampiamente mobilitati nei diversi paesi, con esiti di vario ordine, destinati a far sentire i loro effetti anche a molta distanza di tempo.
Partendo da queste premesse, il convegno intende approfondire:

a) i modi in cui avvenne la mobilitazione delle diverse categorie di tecnici e di scienziati in Italia.

b) gli specifici problemi che le diverse categorie di esperti, e le istituzioni in cui operavano, si trovarono ad affrontare durante gli anni del conflitto.

c) le forme di integrazione che, per impulso degli organi politici e militari, furono realizzate dagli ambienti tecnico-scientifici fra di loro e con i settori produttivi maggiormente sollecitati dalle esigenze della guerra.

d) l’impegno e gli atteggiamenti che singole personalità, particolarmente rappresentative in campo scientifico e tecnico, tennero nei confronti del conflitto e dei problemi che questo pose al centro del dibattito pubblico.
Introdotto da un inquadramento generale, di Valerio Castronovo, il convegno si articolerà in tre sessioni così organizzate.

Nella prima saranno esaminate le posizioni di quattro esponenti emblematici della cultura tecnico-scientifica italiana, quali Colombo, Volterra, Burzio e Belluzzo (affidati rispettivamente a Carlo Lacaita, Giovanni Paoloni, Paolo Bagnoli e Michela Minesso) e il loro modo di atteggiarsi di fronte ai problemi della mobilitazione e degli interventi da mettere in campo per risolverli in modo adeguato.
Nella seconda sessione saranno affrontati i principali temi che, posti in evidenza dal ’14 al ’18, furono dibattuti dalle varie categorie di scienziati, in particolare i fisici, i chimici, i matematici e i medici italiani, che saranno illustrati da specialisti delle diverse branche, quali, rispettivamente, Giovanni Battimelli, Luigi Cerruti, Luigi Pepe e Barbara Bracco, nel corso di una “tavola rotonda”, che consentirà un momento di confronto diretto e serrato.
Nella prima parte della terza sessione, infine, saranno considerate analiticamente da Andrea Silvestri, Vittorio Marchis e Stefano Morosini, le scelte che furono fatte durante il conflitto dalle principali strutture formative e di ricerca, in particolare dai Politecnici di Milano e di Torino, nonché gli effetti che la mobilitazione e la partenza di docenti e di studenti produsse, a breve e a lungo termine, nella vita delle istituzioni oltre che nelle attività dei singoli scienziati e dei gruppi più allargati.
Nella seconda parte di questa terza sessione saranno messi a fuoco i problemi che furono affrontati dall’industria chimica e da alcune imprese strategiche, quali la Pirelli, la Caproni, l’Azienda elettrica municipale di Milano (casi esaminati rispettivamente da Nicoletta Nicolini, Giorgio De Vecchi, Amilcare Mantegazza e Fabrizio Trisoglio) impegnate ad adeguare le loro capacità produttive in linea con le esigenze dello sforzo bellico, sfruttando le potenzialità tecnico-scientifiche disponibili.
Al fine di ampliare l’utilizzazione di tutte le fonti storiche accessibili, si stabilirà un rapporto diretto con l’Ufficio storico delle forze armate, per meglio consentire ai ricercatori coinvolti nel presente progetto, di accedere alla documentazione storica dei comandi militari.
Gli esiti del convegno saranno raccolti e organizzati per la stampa in apposito volume, che si spera di mettere a disposizione della comunità degli studiosi già nella prima parte del 2015, in tempo per essere utilizzata e discussa nelle numerose iniziative che si terranno in Italia sui più diversi aspetti del grande evento storico che si vorrà rendere oggetto di attenta riflessione.

 

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